Come si chiude un conto corrente?

Come sappiamo, il conto corrente, bancario o postale, è fondamentalmente, un contratto, stipulato fra il cliente e l’istituto di credito, attraverso il quale quest’ultimo custodisce i risparmi e gestisce il denaro con una serie di servizi, fra cui i più comuni sono versamenti, prelievi, e pagamenti, oltre all’accredito di stipendio o pensione. Ma cosa succede quando il cliente, per un qualsiasi motivo, decide di chiudere il rapporto con la sua banca?

Diciamo subito che il contratto, di regola, ha durata illimitata. In caso, però, di volontà di recesso, o chiusura, appunto, è sufficiente che il cliente, in qualsiasi momento lo ritenga e senza vincoli contrattuali o di tempistica, e indipendentemente anche dalla dichiarazione del motivo che può portare a tale decisione, può inviare, in maniera molto semplice, una comunicazione scritta alla filiale della banca presso cui è stato aperto il conto corrente, anche a firma di uno solo dei due eventuali cointestatari del conto stesso.

Naturalmente la comunicazione deve contenere i dati anagrafici del o dei richiedenti, il numero identificativo del conto corrente (o l’IBAN) e l’esplicita richiesta di estinzione. E’ sempre preferibile indirizzare la corrispondenza mediante un invio per raccomandata con ricevuta di ritorno, in modo da potere, semmai, in caso di contenzioso sia su modalità che su tempistica e date, dimostrare l’effettivo invio della richiesta.

I tempi tecnici necessari per l’estinzione di un conto non sono fissi, variano da banca a banca e, anzi, molto spesso, sono specificati nella modulistica del contratto sottoscritto al momento dell’apertura. Peraltro, anche nell’ambito dello stesso istituto bancario, a seconda della tipologia e complessità del conto, potrebbero essere applicati tempi molto diversi, al punto che in alcuni casi è possibile anche che passino alcune settimane di attesa. Se poi il conto prevede il pagamento di un canone mensile, è prevedibile che, per il tempo necessario alla chiusura, la banca trattenga le somme dovute anche successivamente alla richiesta e, pertanto, non è raro che il titolare del conto che si sta estinguendo si ritrovi a dover pagare uno o più canoni mensili, nonostante già non usufruisca più del conto e dei suoi servizi.

Nel caso in cui la chiusura del conto coincida con l’apertura di un altro contratto, pur se eventualmente in un istituto differente, il titolare o i titolari del conto, al momento della comunicazione di recesso, devono comunicare anche gli estremi del nuovo conto, ovviamente per il trasferimento degli eventuali residui presenti sul conto in chiusura, e per le domiciliazioni delle utenze domestiche. Diversamente, comunque, se il cliente attiva la procedura per il trasferimento solo di alcuni servizi di pagamento connessi al rapporto, può recedere dal contratto bancario anche tramite apposita autorizzazione rilasciata dall’altro istituto bancario, praticamente da quella che, di lì a breve, sarà la banca di destinazione dei predetti servizi.

Com’è logico, il cliente che intende chiudere il proprio conto, è tenuto ad adempiere tutte le obbligazioni sorte a suo carico prima della richiesta di recesso, rimanendo totalmente responsabile di ogni conseguenza che può derivare dall’utilizzo di carte di pagamento ed assegni, strumenti che, ad ogni buon conto, il titolare del conto è tenuto a restituire alla banca qualora ne restino in suo possesso in eccedenza anche dopo la chiusura. La stessa facoltà di estinzione e chiusura conto, ad ogni modo, spetta anche alla banca, che di norma, invece, deve darne comunicazione al cliente con un preavviso di almeno 2 mesi, pur se questa è un’eventualità molto rara, e che può subentrare per motivazioni specifiche e particolari intercorse fra l’istituto e il cliente.

Chiudere un conto corrente, teoricamente, è sempre possibile, pur se possono verificarsi casi in cui, in base a singole situazioni, il recesso potrebbe essere complicato, per esempio in presenza di fidi o di prestiti concessi, ovviamente, dalla banca stessa. Specie nel primo caso, l’istituto di credito, infatti, potrebbe chiedere al titolare del conto di saldare totalmente la somma affidata in un’unica soluzione, rimandando pertanto l’estinzione del conto stesso al saldo del debito dovuto. Si consiglia, prima di sottoscrivere la richiesta di chiusura, di analizzare e chiarire questi aspetti, sempre recandosi presso la filiale fisica di riferimento, o contattando il servizio clienti per i conti online.

Come chiudere un conto corrente postale

Il conto corrente postale, a tutti gli effetti, mantiene le stesse caratteristiche del suo omologo bancario e, per questo, è regolato dalle medesime regole di tenuta conto, nonché dal diritto del cliente di chiuderlo qualora lo ritenga necessario e in qualsiasi momento.

E infatti, anche per quanto riguarda la chiusura di questo rapporto, regolato dalla sezione finanziaria Banco Posta dell’azienda Poste Italiane, la modalità è molto semplice e, soprattutto, gratuita e senza alcuna penalità. Deve essere compilato l’apposito modulo di richiesta estinzione, scaricabile sul sito di Poste Italiane al link https://www.poste.it/conti-correnti-modulo-richiesta-chiusura.pdf, oppure reperibile in ogni ufficio postale, distribuito su tutto il territorio nazionale.

E’ importante però che la consegna del modulo, debitamente compilato in ogni sua parte, sottoscritto e accompagnato da eventuali carte o libretti di assegni non utilizzati, venga effettuata al cosiddetto “ufficio di radicamento”, vale a dire dove il conto è stato aperto, e che conserva, sia in cartaceo che in digitale, lo specimen di firma del titolare.

La chiusura del conto corrente è prevista in un tempo massimo di 15 giorni dal momento di presentazione della domanda, purché sia completa di tutta la documentazione necessaria, compresi gli strumenti di pagamento. Poste Italiane, entro questo termine, invierà all’ex correntista una comunicazione scritta di avvenuta estinzione del rapporto, contenente l’indicazione della data esatta di decorrenza della cessazione stessa, e non potrà essere ritenuta responsabile per l’eventuale superamento del periodo previsto qualora fosse dovuto a ritardi o a mancate esecuzioni di adempimenti e/o operazioni di competenza da parte di soggetti terzi. Le spese di tenuta conto saranno sospese a decorrere dal giorno in cui la richiesta di chiusura sarà pervenuta alla sezione BancoPosta di Poste Italiane.

Infine, in caso si voglia trasferire il proprio conto corrente postale presso una banca, sarà sufficiente presentarsi presso il nuovo istituto, o collegarsi al sito in caso si trattasse di uno sportello virtuale, e incaricare la nuova banca di procedere con la chiusura del conto postale, trasferendo le somme residue, la domiciliazione delle utenze e l’accredito di stipendio o pensione sul nuovo conto, ovviamente consegnando tutti gli strumenti, come in precedenza, del vecchio rapporto contrattuale, vale a dire assegni e carte.

Come chiudere conto corrente Arancio

Per estinguere un Conto Corrente Arancio, denominazione con la quale si individua il contratto stipulato con la banca ING Direct, che custodisce i risparmi e gestisce il denaro dei propri clienti direttamente online, è possibile utilizzare una delle due modalità seguenti:

  • Scaricando dal sito, all’interno dell’area personale, per poi compilare e sottoscrivere, l’apposito Modulo per la richiesta di chiusura Conto Corrente Arancio, disponibile nella sezione > Conto Corrente Arancio, alla voce > Documenti e contratti
  • Oppure, effettuare una dichiarazione autocertificata, datata e sottoscritta, con la quale il titolare esprima la volontà di recesso, indicando come preferisce siano liquidate eventuali somme residue depositate, e attestando l’avvenuta distruzione, e/o l’annullamento, di tutti gli strumenti di pagamento, proprio come per i tradizionali conti correnti, vale a dire le carte di debito e di credito e il libretto degli assegni.

Qualunque sia il sistema prescelto, sarà poi cura del correntista inviare la richiesta all’indirizzo:

ING DIRECT – Casella Postale n. 10632 – 20111 Milano.

Non sono ammesse altre modalità di richiesta di recesso, né invio a mezzo fax o mail. E’ importante sapere che, per considerare valida l’estinzione del conto corrente Arancio (da non confondere con il solo “Conto Arancio”, che è un contratto per conto deposito), ci vogliono indicativamente dai 30 ai 90 giorni a decorrere dalla domanda, periodo legato ai tempi tecnici che si allungano soprattutto se sono in essere domiciliazioni o altri collegamenti inerenti.

Quanto costa chiudere un conto corrente

A meno di determinate clausole specifiche, presenti nel contratto e stabilite già al momento dell’accensione del conto, come abbiamo visto, di regola nessun istituto bancario, compreso Poste, applica dei costi per la chiusura del conto corrente. Pur tuttavia, in alcuni casi, la banca potrebbe richiedere, eventualmente, il pagamento per l’invio delle comunicazioni riguardo alla conclusione del rapporto contrattuale, oppure altri costi connessi alle normali operazioni di chiusura.

E’ comunque sempre opportuno, pur se risulta molto spesso un dettaglio invece trascurato, al momento di scegliere un nuovo conto corrente, considerare, fra le varie offerte delle diverse banche, o fra i prodotti BancoPosta, anche le modalità e gli aspetti del recesso per fine rapporto, una clausola di solito dimenticata o, comunque, non presa in considerazione quando si tratta di selezionare un prodotto finanziario piuttosto che un altro.

Importante è poi sapere che eventuali canoni mensili non saranno più dovuti dal mese successivo alla richiesta di chiusura e, in caso se ne fossero già anticipati qualcuno (come può succedere in alcun conti online), saranno rimborsati per la quota relativa ai periodi successivi alla domanda di estinzione.

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