Rischio di cambio banca

 I rischi in cui si può incorrere nel momento in cui si prenda la decisione di cambiare banca sono numerosi ed in gran parte soggettivi, anche se comunque possiamo trovare degli aspetti oggettivi per analizzare questi motivi.
Alcuni dei rischi più comuni e sottovalutati sono l’ubicazione e la facilità di raggiungere la filiale di riferimento del nuovo istituto, che potrebbe essere più lontana e scomoda da raggiungere rispetto alla precedente.

Altro fattore chiave è la fiducia che abbiamo riposto in uno o più dipendenti della banca, in particolare nel direttore della filiale che svolge un ruolo di garanzia per il correntista; ha quindi la veste di dispensatore di consigli finanziari per investimenti. Questa fiducia verrà sicuramente meno nel momento del passaggio, in quanto difficilmente la troveremo subito in un’altra persona.

Possiamo poi notare, in generale, come un rischio di cambio banca possa comparire da una possibile futura mancanza di rapporti umani rispetto alle persone con cui abbiamo sempre avuto a che fare; basta pensare al passaggio di molte operazioni bancarie a livello telematico. Quindi a questo punto bisogna considerare i rischi specifici che possono derivare dal trasferimento ad una nuova banca.

Spesso questo avviene attraverso l’utilizzo di pubblicità nelle quali viene promesso un bonus ai nuovi correntisti, ma bisogna notare come questo di per sé non possa bastare a garantire un miglioramento in seguito al passaggio, in quanto bisogna analizzare accuratamente e approfonditamente i reali vantaggi complessivi delle nuove condizioni offerte dalla nuova banca partendo dalla valutazione degli interessi offerti, sia attivi che passivi.

Necessita di attenzione anche l’ammontare del canone chiesto dalla nuova banca, che può variare anche considerevolmente dai 20 ai 60 euro annui ed anche dal costo delle varie voci legate al nuovo conto come quella dell’invio di un bonifico dallo sportello fisico dell’istituto o per la carta di credito.
Il rischio di cambio banca riguardo ai costi delle varie voci è considerevole, in quanto ogni singola banca decide autonomamente tali costi: alcune li azzerano totalmente, altre azzerano solo quelli fissi, altre solo quelli online, altre ancora non li azzerano proprio. Esistono inoltre anche banche che fanno differenziazioni in base all’età del correntista, ad esempio sotto i 35 anni azzerano tali costi.

Un ulteriore fattore di analisi del rischio di cambio banca consiste nel sempre maggior uso di internet e nell’avvento delle banche totalmente online. È vero che queste ultime assicurano al cliente un servizio meno costoso a parità di efficienza, ma spesso sono molto carenti dal punto di vista relazionale in quanto lasciano il correntista abbandonato a sé stesso in particolare nei momenti di decisioni importanti in tema di investimenti, nel quale è necessario avere di fronte una persona di cui si ha fiducia e che possegga una buona conoscenza della materia.

La struttura ideale per un cliente è infatti quella della banca tradizionale a cui siamo tutti abituati e nella quale troviamo un punto di riferimento certo a cui possiamo effettivamente affidarci: non c’è niente di meglio della banca dove siamo sempre stati clienti.
A questo punto colui che vuole cambiare banca potrebbe sostenere che i motivi specificati finora non lo riguardino e che uno dei motivi del cambiamento è proprio la mancanza di fiducia nella vecchia banca.

Dunque bisogna esaminare tecnicamente i singoli servizi bancari offerti dalle due banche e confrontarli con attenzione.
Partiamo dal primo servizio che offre una qualsiasi banca ovvero l’apertura del Conto Corrente. Bisogna innanzitutto considerare che è sicuramente più semplice chiuderlo che aprirlo, per cui dovremmo mettere in conto di spendere del tempo da dedicare alla nuova apertura con tutti i relativi passaggi delle domiciliazioni presenti sul vecchio conto, come ad esempio le bollette e lo stipendio.

Questi passaggi sono molto lunghi e sofferti in quanto spesso gli accordi tra banche che ne consentono la rapidità dell’operazione non vengono rispettati o addirittura non vi aderiscono. Inoltre bisognerà comunicare a chi fa gli accrediti delle domiciliazioni suddette le nuove coordinate bancarie.
Un ulteriore rischio di cambio banca riguarda l’estinzione del vecchio Conto Corrente.
Viene sempre richiesto dalla vecchia banca tutto ciò che aveva consegnato come carte di credito, bancomat e token, quei calcolatori di codici numerici che vengono usati per l’utilizzo della home banking.

Bisogna infine prestare attenzione anche ad eventuali bonifici permanenti, come i pagamenti o gli incassi derivanti da affitti che devono essere sospesi dalla vecchia banca e attivati sul nuovo conto.
Un altro comune servizio offerto dalle banche sono i conti deposito, dei quali bisogna verificare la possibilità di trasferirli presso un’altra banca. Questo ovviamente crea un ulteriore rischio di cambio banca in quanto il cliente dovrà valutare le scadenze e potrebbe essere costretto ad estinguerli anticipatamente apportando così una perdita sugli interessi che stava maturando, cosa che non avviene restando nella banca originaria.
Ora affrontiamo il servizio riguardante il dossier titoli, che al suo interno può contenere uno o più titoli come ad esempio azioni, obbligazioni e titoli di Stato.

In questo caso il trasferimento è fattibile ed ha una procedura più snella, ma uno dei rischi più incombenti riguarda sempre le scadenze e le possibili perdite di interessi maturati, per esempio dalle obbligazioni bancarie.
È necessario prestare molta attenzione riguardo a questo servizio in quanto molte banche fanno pagare un diritto di trasferimento per ogni titolo.
L’ultimo dei servizi comuni offerti dalle banche riguarda i prestiti ed i mutui. Qui il rischio di cambio banca è molto soggettivo in quanto i tassi d’interesse richiesti variano molto da banca a banca.

Un altro aspetto da considerare riguardo la concessione di un mutuo o un prestito è il rapporto di fiducia e il giudizio instaurato con la banca che lo deve erogare. Mentre a livello tecnico, rispetto agli altri servizi visti precedentemente, il passaggio è più semplice in quanto quasi tutte le banche danno la possibilità di poter addebitare le rate sul conto presso la nuova banca con un semplice addebito SSD, ovviamente ricordandosi di scaricare tutti i documenti online come gli estratti conto, in quanto una volta estinto il Conto Corrente non si potrà più accedervi.
Ultimo fattore da analizzare riguardante il rischio di cambio banca è il tempo necessario per effettuare il passaggio.

Generalmente questo varia tra i 15 e i 30 giorni anche se i tempi si riducono notevolmente se vi è collegata una carta di credito. Inoltre è consigliato spostare la liquidità sul nuovo conto, lasciando però un piccolo ammontare per spese che si verranno a verificare al momento della chiusura del conto, come ad esempio addebiti di bolli su strumenti finanziari che la banca conteggia in sede di chiusura e che provvederà ad addebitare sul conto prima di chiudere. In alternativa altri istituti bancari prevedono l’indicazione delle nuove coordinate bancarie per l’eventuale addebito di spettanze che dovessero presentarsi dopo la chiusura. Analizzati dunque tutti i fattori di rischio di cambio banca possiamo constatare come il passaggio, nel rispetto delle attuali norme, sia molto complesso e costoso, e come il rapporto relazionale e fiduciario con persone fisiche all’interno della propria banca sia fondamentale.