Quanto costa cambiare banca

 

Sebbene gli italiani tendano a cambiare banca solo in casi eccezionali, potrebbe risultare utile sapere che, qualora sussistessero le condizioni per volerlo fare, trasferire il proprio conto corrente da un istituto bancario all’altro non è difficile come a primo impatto potrebbe sembrare. I motivi dietro ad una scelta tale sono molteplici e, spesso, del tutto soggettivi. Tra quelli più comuni potremmo annoverare una sopraggiunta insoddisfazione verso la qualità dei servizi e delle offerte promosse dalla banca di fiducia, piuttosto che il desiderio di trovare opzioni e soluzioni più convenienti e redditizie di quella attuale, o ancora l’interruzione di un rapporto di ormai decennale confidenza con il direttore dell’istituto bancario presso cui si possiede il conto corrente.

Cambiare banca: come risparmiare con la tecnologia

Inoltre, oggigiorno anche il mondo finanziario ha ceduto il passo alla tecnologia: strumenti che un tempo erano impensabili e addirittura utopici, quali l’home banking, o le varie applicazioni per smartphone nate appositamente per agevolare la comodità del cliente, potrebbero indurre il cliente a considerare obsoleti i vecchi mezzi proposti dalla sua banca storica. Naturalmente, allo scopo di risultare funzionale ed efficiente, la decisione di cambiare istituto bancario deve essere analiticamente ponderata e oculata in conformità ai bisogni del cliente. Partendo infatti dal presupposto che il luogo comune secondo cui le banche sono tutte uguali è ormai passato di moda, il cliente si troverà nella situazione di dover comparare e paragonare i servizi offerti dalle banche scelte, facendo altresì attenzione alle differenze sostanziali tra i costi dell’una e dell’altra. Dopo aver individuato l’istituto di credito più adeguato alle proprie esigenze, il percorso da compiere non sarà tortuoso come la pigrizia potrebbe indurci a pensare.

Se è senz’altro vero che il cambio banca prevede nuove coordinate bancarie, che devono pertanto essere comunicate tempestivamente qualora sul conto corrente vengano addebitate rate di finanziamenti, o qualora venga su di esso accreditato lo stipendio mensile, è pur opportuno considerare che accollarsi l’onere di fare questo passo potrebbe portarci a un risparmio decisamente notevole.

Dunque, una volta scelto l’istituto di credito presso cui migrare, sarà necessario recarsi in una filiale della nuova banca per compiere alcuni semplici ma essenziali accorgimenti. In tal sede, ci occuperemo di compilare il cosiddetto modulo di autorizzazione, unico e standardizzato per tutti gli istituti bancari, in cui ci verrà chiesto di inserire non solo i dati personali ma anche i bonifici che entrano regolarmente, i RID, l’eventuale rata del mutuo e tutto ciò che risulti correlato al conto in essere. Il cliente sarà poi tenuto alla restituzione di tutto ciò che l’istituto bancario gli aveva assegnato all’originaria apertura del conto: libretto degli assegni, eventuale token e carte di credito correlate al conto. La procedura verrà avviata, però, unicamente nel caso in cui il saldo del vecchio conto corrente non sia in rosso, ma sia comunque in attivo. La banca avrà inoltre il dovere di comunicare in tempo brevissimi ai clienti eventuali problematiche nella procedura, quali saldo insufficiente alla copertura di pagamenti già effettuati ma ancora non addebitati o situazioni simili.

Spese cambio banca: la legislazione

Arrivando al punto saliente, molti potrebbero desistere dalla tentazione di cambiare banca a causa dei costi e delle spese che comporterebbe. Sebbene la portabilità di un conto corrente sia per legge a costo zero dall’ormai lontano 2007, non esistendo norme di attuazione precise e ben definite, le banche hanno potuto porre ostacoli vari al trasferimento di un conto corrente, imponendo anche costi accessori che in realtà non avrebbero avuto diritto di sussistere. Inoltre, sempre a causa della poca chiarezza a riguardo, gli istituti bancari, se e quando accettavano la portabilità del conto, dilazionavano notevolmente i tempi di attesa. Dunque sinora è stato questo il motivo principale per cui i consumatori sono spesso stati vittime di titubanze e perplessità riguardanti la trasferibilità del conto, che ha progressivamente impedito la sua effettuazione.

Allo scopo di una maggiore tutela del cliente e dei suoi diritti, il decreto emanato al principio del 2015 rende tutto ancora più chiaro: non solo il trasferimento di un conto corrente, con naturalmente incluse le relative somme e funzioni, da una banca all’altra non deve prevedere spese o penali per il consumatore, ma deve anche poter essere effettuato in qualsiasi momento a causa dell’eliminazione die tempi minimi di durata contrattuale del conto corrente, assicurando inoltre al cliente tempi brevi di realizzazione. Sussistono infatti sanzioni per quegli istituti bancari che non dovessero rispettare i termini previsti per la conclusione del trasferimento. Inoltre, nel caso in cui la banca dovesse ritardare nella procedura, è previsto un indennizzo di risarcimento nei confronti del cliente che aumenta in base ai giorni di ritardo e che è direttamente proporzionale alla somma disponibile sul conto al momento della richiesta di trasferimento. La legge afferma anche che il consumatore ha diritto al rimborso dei canoni annui pagati che si riferiscono al periodo successivo alla chiusura del conto originario. Questa postilla, dunque, afferma che se il cliente ha pagato 20 euro per il rilascio di un bancomat ma chiude il conto a giugno ha diritto al rimborso dei 10 euro pagati ma non sfruttati.

Quanto costa cambiare banca: i conti gratuiti

Tutto ciò rende dunque il cambio di banca molto più facile e veloce del previsto: non solo le spese per il cambio banca sono pari a zero, il che equivale a dire che l’operazione può essere fatta in qualsiasi momento il cliente voglia e sempre gratuitamente, ma pone anche gli istituti di credito nella posizione di dover assecondare subito le richieste del consumatore, onde evitare di incappare in costi e risarcimenti che prevedono la corrispondenza di somme anche notevoli. Questo fa sì che sia finalmente il consumatore ad avere il coltello dalla parte del manico, e gli garantisce una sicurezza tale da proteggerlo dal solito lassismo che molto spesso questioni burocratiche di ogni tipo implicano. Ricordiamo però che per non trovarsi di fronte all’ostruzionismo di una banca e, di conseguenza, a un netto rifiuto di chiusura del conto, è essenziale che un correntista abbia lasciato in giacenza sul vecchio conto la somma sufficiente a pagare gli assegni già emessi e i pagamenti con carta di credito effettuati ma non ancora non addebitati, senza che comunque il conto vada in negativo.

Per concludere, cambiare conto appare oggi conveniente, specialmente per coloro che hanno aperto un conto più di cinque anni fa. Allora, infatti, quasi tutte le banche prevedevano costi anche abbastanza elevati di canoni annui, commissioni per bonifici e prelievi, imposte di bollo e tutti i servizi affiliati. Oggi, invece, queste voci di spesa sono state del tutto eliminate. I conti sono a costo zero, gratuiti per chi vuole cambiare definitivamente istituto di credito, i quali offrono inoltre anche la comodità impagabile e innegabile dell’home banking, che risparmia ai consumatori file infinite e importanti perdite di tempo.