Cambio banca: come fare

Per lungo tempo cambiare banca è stato un incubo per molte persone a causa dei costi e della burocrazia da affrontare. Negli ultimi anni è cambiata la legislazione, che ha snellito il procedimento ed ha abbassato notevolmente i costi, in alcuni casi azzerandoli.

Esistono molti motivi che ci spingono a cambiare banca: cambiamenti del mercato, risparmio, affidabilità, offerte sempre più vantaggiose, ma come fare il cambio banca?

Cambiare banca è molto semplice. Basta trovare il pacchetto desiderato, recarsi in agenzia ed iniziare la procedura. In molti casi questa può essere fatta anche attraverso dispositivi mobili come tablet e cellulari.

Cambio banca: cosa fare?

Inizialmente, è necessario valutare bene ed attentamente tutti i pro e i contro, che il cambiamento produrrebbe. Inoltre, è consigliabile informarsi bene in internet riguardo la solidità e l’affidabilità della banca stessa.

Per cambiare il conto corrente è necessario non avere più alcuna operazione bancaria sul vecchio conto, in più, non dobbiamo lasciare nessuno scoperto, ma va portato a zero. Un occhio di riguardo deve essere posto ai bonifici permanenti, che vanno sospesi e riattivati nel nuovo conto corrente.

I conti deposito invece non si possono trasferire subito di banca in banca e bisogna scegliere se convenga o meno chiuderli anticipatamente.

Il dossier dei titoli è trasferibile con un solo modulo, ma qualche banca richiede il pagamento per ogni singolo titolo.

I fondi comuni sono trasferibili, ma in certi casi la procedura può essere un po’ più lenta.

Qualche problema può sorgere con il mutuo. Il correntista può richiedere più tempo per spostarlo nella nuova banca. La procedura inizia con un periodo di 8 giorni, in cui la banca che riceve il mutuo deve notificare la scelta se concedere o meno al correntista la possibilità di trasferirlo e la data in cui verrà trasferito.

Poiché ne esistono diversi, è consigliabile scegliere un nuovo conto corrente ed aprirlo prima di chiudere il vecchio conto. Agli sportelli di tutte le filiali è presente l’indicatore Sintetico di Costo (ISC), lo strumento con il quale è possibile avere una idea del costo medio annuale del canone a cui siamo interessati.

La banca ha il dovere di dare al cliente tutte le informazioni di cui necessità in modo chiaro e trasparente, secondo leggi e regole disciplinate dalla legge.

La procedura del cambio banca continua nella filiale dove si desidera spostare il proprio conto corrente, iniziando a compilare alcuni adempimenti riguardanti il vecchio conto. Questo riguarda l’esistenza o l’estinzione di vecchi prestiti, la condizione delle carte di credito, il trasferimento dei titoli, ed altre pratiche aperte o in sospeso con la vecchia banca.

In ogni caso, è consigliabile scegliere un nuovo pacchetto ed aprire un nuovo conto corrente. Nel vecchio conto possiamo sempre lasciare poche centinaia di euro.

A seguito di questo passaggio, dobbiamo pensare alle nostre utenze collegate con il conto corrente come le bollette della luce, e spostarle sul nuovo conto affinché non si rischino disservizi o improvvise interruzioni del servizio. In questo caso va richiesto il modulo per la trasferibilità delle domiciliazioni SEPA Direct Debit. Nel format riporteremo i dati del vecchio e del nuovo conto corrente, i dati anagrafici dell’utente a cui sono destinati i servizi e quello che ha la proprietà del conto corrente, la data di efficacia e la data di revoca.

Nella maggior parte dei casi è necessario informare anche il fornitore del servizio del cambio di banca e del conto corrente. Alla nuova filiale dovremo inoltre dichiarare le vecchie coordinate bancarie e sarà il nuovo istituto a provvedere alla procedura. Nella nuova banca ci sarà richiesto di compilare un modulo per il cambio banca.

I documenti principali da utilizzare sono due: il primo è la lettera per la richiesta del cambio banca, ovvero la lettera di chiusura del conto corrente bancario.

Questa deve essere compilata attentamente in ogni sua parte. In questa fase è consigliabile richiedere alla vecchia banca una lista dei servizi ancora attivi sul conto corrente. Dal momento di invio della richiesta il trasferimento deve avvenire senza alcuna spesa entro 15 giorni. Nel caso il trasferimento ritardi, il correntista ha il diritto di chiedere un giusto e proporzionato risarcimento, sempre maggiore a 100 euro.

La banca subisce inoltre sanzioni che variano da un minimo di 5.160 euro fino a un massimo di 64.555. Al momento della chiusura del conto corrente, in caso di saldo negativo o per mancanza di copertura delle spese delle carte o degli assegni, l’impiegato può richiedere che versiate sul conto il denaro sufficiente a sostenere queste spese. Altrimenti non accetterà la pratica.

Al contempo è necessario preparare la lettera per la comunicazione del cambio banca ovvero la comunicazione di variazione dei riferimenti del conto corrente per richieste di addebito, con il quale si richiedono gli addebiti, come lo stipendio, sul nuovo conto.

Alla fine consegneremo il bancomat, il blocco assegni e le carte di credito allo sportello della vecchia banca. Fate molta attenzione alle carte di credito. Le dovrete lasciare solo nel caso sia stata emessa da quella banca, nel caso opposto, dovrete collegarla al nuovo conto. Se non siete sicuro è dovere della banca spiegarvi la procedura da seguire.

Quanto tempo ci vuole per cambiare banca?

Questo dipende dal numero di transazioni ed operazioni che avete in attivo sul vostro conto corrente, del mutuo e delle operazioni già citate in precedenza. Di norma il tempo medio stimato per la procedura completa varia tra i 15 e i 30 giorni.

Quando conviene cambiare banca?

Anzitutto quando la nostra banca non ci soddisfa più o quanto non ci sentiamo più sicuri di tenere i nostri risparmi. Il mercato è sempre più ampio e ci sono sempre maggiori offerte, costruite direttamente sulle esigenze del cliente.

Un aspetto molto importante è il lavoro e l’uso che facciamo del nostro conto corrente durante le nostre attività, come gli strumenti di accumulo o le altre offerte relative a interessi e bisogni particolari.

La possibilità di ottenere un mutuo o un prestito, di avere o meno uno scoperto di conto o la quantità di operazioni annue che si effettuano, sono fattori molto importanti che devono determinare la scelta.

La credibilità di una banca inoltre dipende dal suo personale, dalla professionalità dello staff e dal senso di fiducia che riesca ad impartire sul correntista. La distanza della filiale come il cambio del direttore sono due possibili cause che possono portare a cambiare banca.

In termini pratici la maniera più semplice è calcolare attraverso il proprio estratto conto le 4 o 5 operazioni più frequenti e costose. Sul come cambiare banca senza spese dobbiamo fare da subito una precisazione. Secondo la normativa vigente, la banca ha sempre il diritto di addebitare all’utente le spese di gestione, dal primo dell’anno fino alla chiusura, le spese di invio dell’ultimo estratto conto e le spese del bancomat.

Il trasferimento non ha spese per il cliente grazie al Decreto Legge Bersani sulla libera concorrenza e la tutela dei consumatori.

La Legge stabilisce inoltre che il correntista ha il diritto al rimborso dei canoni annui pagati, successivi alla chiusura del conto corrente.